Scherzi di cattivo gusto |
- LUNEDI' ORE 13:00 -
Un uomo era nel suo studio all'ultimo piano di un edificio a specchi , tipico delle moderne costruzioni che ospitano uffici. Seduto davanti al suo pc a schermo piatto , stava sbrigando le ultime pratiche , prima di andare in pausa pranzo quando venne distratto dal suono delle sirene di alcune volanti che si erano appena fermate nel piazzale antistante l'entrata dell'edificio. L'uomo , incuriosito , si alzò dalla sua sedia per sbirciare dalla finestra cosa stesse accadendo. Rimase affacciato forse per un minuto prima di tornare a sedere. Proprio in quell'istante qualcuno bussò “Avanti!” La porta si aprì ed una persona entrò senza dire nulla. L'uomo , perplesso , sembrò quasi riconoscere in quel volto qualcuno di famigliare. Stava per pronunciare qualcosa quando quattro colpi lo centrarono in pieno petto.
- LUNEDI' ORE 10:04 -
Francesca e Carlo erano in questura. Sulla parete del loro ufficio erano attaccate , con delle puntine da disegno , le foto delle diciassette vittime su cui stavano indagando da quasi tre mesi. Non avevano molte piste da seguire. Dalle ricerche effettuate e dagli interrogatori di amici e parenti era risultato che le vittime non avevano legami o interessi in comune. L'unica cosa che avevano in comune era l'età , 33 anni. Neanche il modus operandi degli omicidi era lo stesso. Oramai si era scatenata la caccia all'uomo. Ma purtroppo del serial killer non si conosceva nulla.
- LUNEDI' ORE 10:21 -
I due detective erano in auto per recarsi di nuovo sul luogo dell'ultimo omicidio , con la speranza di trovare qualche indizio che gli era sfuggito. Francesca stava guidando quando il cellulare di Carlo iniziò a squillare. Il detective rispose. Li stavano cercando dalla centrale.
- LUNEDI' ORE 10:25 -
Francesca si voltò a guardare Carlo , che aveva appena chiuso la comunicazione con la centrale e notò sul suo volto un accenno di sorriso. “Chi era? “ “Scorza.” “E allora? Dalla faccia che hai fatto sembra che ci siano delle novità.” disse lei. “Sì.” “Me le dici o devo tirare ad indovinare?” chiese Francesca spazientita. “Mi ha appena riferito che cinque delle vittime , negli ultimi tre anni , avevano stipulato una polizza sulla vita.” rispose Carlo , indicando i nomi che aveva segnato su un blocnotes. “Non mi sembra granché come scoperta. Sai quanta gente ha una polizza sulla vita?” “Non è tutto. Le cinque vittime avevano stipulato la polizza con la stessa compagnia e…” si fermò un istante a fissare Francesca per poi riprendere “…il notaio che aveva apposto la firma a quelle cinque pratiche è morto tre mesi fa.” “Proprio quando sono iniziati gli omicidi.” disse lei. “Esatto. E vuoi sapere come è morto? È stato investito da un pirata della strada ed ancora non è stato trovato il colpevole.” In auto piombò il silenzio , forse avevano finalmente una pista da seguire. “Ora potrebbe essere più facile trovare i collegamenti con le altre vittime.” parlò di nuovo Carlo. “A questo punto direi di cambiare destinazione. Proviamo ad andare alla compagnia assicurativa. Facciamo qualche domanda al personale. Magari ricaviamo qualche informazione utile.” disse lei.
- LUNEDI' ORE 11:00 -
Carlo e Francesca uscirono dalla palazzina che ospitava la compagnia , dove avevano fatto alcune domande riguardo la morte del notaio che aveva stipulato quelle polizze , senza ricavare però alcuna informazione utile al caso. “Sembra che caschino tutti dalle nuvole.” disse Francesca “O realmente non sanno nulla o hanno paura.” “Secondo me non sanno nulla. Dovremmo cercare di avere informazioni fuori dell'ambito lavorativo. Sicuramente qualcuno aveva interesse a far tacere il notaio per chissà quale motivo.” disse il suo collega. Mentre stavano avviandosi verso l'auto , i due detective si fermarono a parlare di fronte ad un chiosco che vendeva frutta. Francesca si fece dare da Carlo il blocnotes su cui aveva segnato i nomi e disse “Ricapitolando , Scorza ti ha detto che Francesco Luppolo e Claudio Urbani hanno stipulato la polizza nel 2002 mentre Claudia Seri , Gaia Locca e ….” “Quinta E 1982 , scuola elementare Gabriele D'Annunzio.” I due si voltarono verso l'uomo che stava dietro al banco della frutta che disse quella frase interropendo Francesca. “Ce l'ha con noi?” chiese lei a quell'uomo. “Francesco Luppolo , Claudio Urbani , Claudia Seri erano compagni di classe. Quinta E 1982 alla D'Annunzio. In quegli anni ero bidello in quella scuola. Ancora ricordo la gioia quando quella classe finì le elementari. In tanti anni di lavoro nelle scuole non avevo mai visto una classe con tante pesti come quella.” Francesca e Carlo , dopo aver ringraziato l'uomo , salirono in auto per recarsi in centrale. Nel frattempo comunicarono a Scorza quella novità e gli chiesero di cercare l'elenco dei nomi di quella classe.
- LUNEDI' ORE 11:32 -
I due detective erano nel loro ufficio , quando Scorza entrò con un foglio in mano. “Mi hanno appena inviato per fax l'elenco della quinta E del 1982.” “Dai qua per favore.” si rivolse a lui Francesca. “E' quello che penso?” chiese Carlo guardandola. “Sì. Le vittime erano tutte appartenenti a quella classe.” “Quanti erano?” chiese il collega. “Diciotto….” “.…e le vittime sono diciassette.” concluse Carlo. “Ok , vediamo chi manca all'appello.” Francesca spuntò tutti i nomi delle vittime presenti nell'elenco “Eccolo qui , Merlo Mario." “Scorza , fai un controllo su questo Merlo Mario. Scopri dove abita e dove lavora .” disse Carlo. “Ok , mi dia dieci minuti.”
- LUNEDI' ORE 12:40 -
I due detective erano di nuovo in auto ed avevano messo in funzione la sirena. Si stavano dirigendo verso Via Milano presso la sede della multinazionale dove Scorza aveva scoperto lavorava Merlo Mario. “Quale mente malata può aver architettato una serie di omicidi così efferati?” disse Francesca. “Ma soprattutto perché? All'epoca avevano dieci anni. Io non me ne ricordo neanche uno dei miei compagni di elementari.” rispose Carlo. “Eppure questo Merlo è un manager di una grande azienda , cosa potrebbe avergli scatenato una tale furia omicida?” disse ancora lei , scuotendo la testa.. “Tu dai per scontato che sia lui il killer?” chiese Carlo. “A questo punto è il solo indiziato che abbiamo , dato che è l'unico a non esser presente nella lista delle vittime.” rispose la detective.
- LUNEDI' ORE 12:58 -
Francesca e Carlo erano entrati nell'edificio seguiti da Scorza , che era in auto con loro e dagli agenti che erano nell'altra volante. Carlo si rivolse al custode “Dove possiamo trovare il dottor Merlo?” “Ultimo piano stanza 18. Potete passare di qua.” indicò l'uomo. “Carlo , tu prendi l'ascensore insieme a due agenti. Io e Scorza saliamo per le scale.” disse Francesca. “Voi rimanete qui. Se lo vedete uscire bloccatelo e chiamatemi immediatamente.” Carlo si rivolse agli altri due agenti.
- LUNEDI' ORE 13:01 -
I cinque si rincontrarono davanti alla stanza 18. Nel frattempo avevano estratto le armi , poiché un minuto prima avevano sentito quattro colpi d'arma da fuoco. “Al tre sfondiamo la porta. Pronti a sparare se necessario.” ordinò Carlo. Francesca , Scorza e gli agenti annuirono. Al tre , Carlo diede un calcio alla porta che cedette subito. “Metta immediatamente giù l'arma.” gridò Francesca. “Faccia come le è stato detto. La metta giù molto lentamente e poi si volti.” intervenne Carlo. La donna , che aveva sui sessant'anni , fece come le venne ordinato e venne ammanettata. “Detective , quest'uomo è morto.” disse uno degli agenti , che si era avvicinato all'uomo seduto alla sua scrivania col volto riverso sul tavolo. “Francesca , vieni qui.” la chiamò Carlo. “Tenetela d'occhio.” disse lei ai due agenti , riferendosi alla donna ammanettata. Francesca si avvicinò a Carlo e disse “È Merlo Mario , vero?” “Sì”
- LUNEDI' ORE 13:52 -
I due detective erano nella sala degli interrogatori e in presenza di un agente e Scorza stavano interrogando l'arrestata. “Così il suo nome è Dante Serena.” disse Francesca. “Proprio così.” rispose lei. “A noi , risulta che è stata la maestra d'elementare della quinta E fino al 1982 nella scuola Gabriele D'Annunzio.” disse Carlo. “Classe composta interamente dalle vittime.” intervenne Francesca. “Già.” rispose di nuovo la donna. “Perché ha commesso quelle atrocità?” “Erano cattivi e dispettosi.” rispose Serena con una calma disarmante , come se quello che aveva fatto fosse del tutto normale. “Ci sta prendendo per il culo? La faccio sbattere in galera a marcire per gli ultimi merdosi anni della sua vita.” esplose Francesca sbattendo i pugni sul tavolo. La donna non si scompose minimamente , poi volse lo sguardo in direzione di Carlo che le chiese “Perché , li ha uccisi?” Con voce pacata , Serena iniziò a parlare “Quella era stata la peggiore classe che abbia mai avuto. Per anni avevo dovuto sopportare gli scherzi di quei piccoli diavoli diventando la zimbella di tutta la scuola. Francesco Luppolo mi fece trovare un topo nel cassetto ; Claudia Seri mi aveva tirato un palloncino pieno d'acqua ; Mario Merlo fuori dalla scuola mi sparò con una pistola ad acqua....ma immagino che i nomi di quei diavoli già li conosciate.” Francesca non credeva alle sue orecchie , capì di avere davanti una pazza fuori di testa e passando dal lei al tu si rivolse a Serena urlando “E tu , brutta bastarda , li hai uccisi per vendicarti degli scherzi che dei bambini fecero più di vent'anni fa?” “Io glielo avevo promesso che prima o poi l'avrebbero pagata….come dice quel detto?....Ah , sì , chi di spada ferisce di spada perisce….” rispose la donna con calma serafica. Francesca tirò fuori dalla fondina la sua pistola e la poggiò sul tavolo. Poi fissò Serena negli occhi e disse “Ora facci un bel regalo.” “Sei impazzita? Che cazzo fai? Metti via quella pistola.” disse Carlo avvicinandosi al tavolo per togliere l'arma ma Serena avendo intuito il motivo di quell'azione prese rapidamente la pistola di Francesca e si sparò in bocca. |