L'amore è, secondo me...


Stavo passeggiando in un parco nella periferia romana mentre ascoltavo della musica col mio lettore mp3. Era una calda serata d'Agosto. La mia mente era completamente attratta dallo splendore dell'acquedotto romano , un‘opera incredibilmente magnifica. Ogni volta mi riempie di energia pensando che millenni prima di noi , uomini moderni , c'erano persone in grado di erigere opere architettoniche di notevole grandezza come quella. Davanti a me , il solito masso , proprio sotto l'acquedotto , su cui ero solito sedermi quando andavo lì per rilassarmi. Mi sdraiai a guardare lo spettacolo che appariva sopra di me. La luna piena illuminava il cielo stellato incorniciato dai bordi dell'antico arco dell'acquedotto. Non so quanti minuti rimasi a fissare quel meraviglioso quadro che la natura mi stava offrendo , quando cominciai a sentire gli occhi pesanti. Su di me calò la sua mano Morfeo , il dio del sonno. Non credo che fosse passato molto tempo da quando mi addormentai , ma a me sembravano passati dei secoli quando mi risvegliai. Appena aprii gli occhi vidi la luna che non si era mossa di molto da dove era prima….poteva essere passata forse un'ora. La musica non c'era più , così portai le mani alle orecchie per togliere gli auricolari del mio lettore mp3 , ma con mia sorpresa non li avevo più….forse me li tolsi nel sonno. Mi tirai su a sedere sul masso e notai che c'era un silenzio surreale. Fui improvvisamente distratto da un lamento che proveniva dai piedi del masso. Mi sporsi un poco e vidi che c'era un uomo seduto in terra . Allungai una mano e lo toccai su una spalla chiedendo “Stai male?” Lui fece un balzo e si alzò di scatto , probabilmente non mi aveva visto. “Chi sei , tu?” “Ero sdraiato qui sopra e mi sono addormentato.” lo fissai per un attimo e ripresi “Ho sentito dei lamenti e pensavo che stessi male.” Era un ragazzo sui trent'anni , la luce della luna gli illuminava il volto….sembrava che avesse gli occhi bagnati dalle lacrime. “Sì , sto male.” “Ti posso accompagnare da qualcuno , se vuoi.” “Nessuno può lenire il mio male. Sono ferito nel cuore.” “Che intendi dire?” chiesi “Mal d'amore.” Sembrava quasi timoroso , mi guardava con fare guardingo. Io mi spostai da una parte per fargli posto “Puoi sederti qui.” Rimase in silenzio a fissarmi. “Possiamo parlare….sai , anche io ho i miei problemi di cuore.” “Va bene….grazie.” Con un balzo si sedette al mio fianco e si presentò dicendomi il suo nome , Giulio. “A volte parlare e sfogarsi con uno sconosciuto può essere più facile. Non si ha paura di essere giudicati.” “Hai ragione. Io non ho nessuno con cui confidarmi. La mia famiglia è povera , i miei genitori sono persone umili e buone ma sono ignoranti e non capirebbero il mio malessere.” disse lui. “Me ne vuoi parlare?” “Da anni mio padre e mia madre lavorano presso una nobile famiglia in una villa favolosa , mio padre si occupa dei giardini e mia madre delle faccende della casa.” fece un respiro per poi riprendere a parlare “In quella famiglia vive una splendida creatura , Irina. Una ragazza meravigliosa , con la quale , inizialmente , avevo instaurato un rapporto di amicizia che col passare del tempo si è trasformato in amore.” Io ero assorto ad ascoltare quella che sembrava una storia di altri tempi. Giulio continuò “Durante la nostra relazione abbiamo trovato molte difficoltà….lei viene da una famiglia aristocratica ed io dai bassifondi della società….un amore impossibile.” Le lacrime gli rigarono di nuovo il viso ed abbassò lo sguardo. Si toccava continuamente un anello che aveva all'anulare sinistro. Sembrava essere una fede. Mi venne naturale poggiare la mano sulla sua spalla come gesto di conforto e gli dissi “Lo so , questi momenti sono terribili , ma passano , come passa tutto nella vita. E poi , perché impossibile? Perché appartenete a classi sociali diverse?” Giulio si asciugò gli occhi e continuò il suo racconto “Non solo per quello. La mia Irina ha sempre avuto atteggiamenti contrastanti nei miei confronti. Passava da momenti di grande euforia a momenti di distaccamento….questo , dovuto alla sua insicurezza derivante dalle delusioni avute in passato , oltre al timore del giudizio della sua famiglia.” “Quindi la famiglia di lei non ha mai saputo del vostro amore?” “No e neanche la mia.” un attimo di pausa , poi riprese “Ma il punto non è questo. Il problema delle famiglie sarebbe stato superato in qualche modo. Il fatto è che lei è restia , ha paura di amare e poi di soffrire.” Giulio continuava a toccare l'anello. “Questo è un problema comune a noi tutti , uomini e donne. Chi non ha mai sofferto in amore? Per secoli gli uomini sono andati alla ricerca dell'amore perfetto. C'è chi lo ha trovato e chi no. A volte è questione di fortuna , altre volte , invece , semplicemente non lo vediamo perché non vogliamo vederlo , anche se lo abbiamo davanti agli occhi.” dissi io. La luna illuminava gli alberi intorno a noi , creando delle ombre frastagliate. “L'amore….che cosa strana è questo sentimento. Ti può dare una tale energia da muovere le montagne , ma ti può anche annientare.” Mi sentivo molto sereno , parlare con quella persona , a me sconosciuta , mi faceva stare bene. Si udivano solo il rumore delle fronde mosse da un leggerissimo vento ed il canto delle cicale. Tutto sembrava così surreale. Quell'incontro aveva qualcosa di magico. Forse stavo sognando? Il ragazzo si voltò a guardarmi negli occhi , aveva uno sguardo triste , ma si intuiva che era una persona buona. “Dove vivi?” mi chiese. “Non molto lontano da qui….e tu?” Senza parlare , indicò oltre l'acquedotto. Si intravedeva una sagoma , doveva essere probabilmente una dimora umile. Rimanemmo alcuni minuti in silenzio ed il mio pensiero andò alla donna che stavo frequentando in quel periodo della mia vita. “Vieni spesso qui?” chiese lui. “Qualche volta….soprattutto quando ho bisogno di staccare dalla realtà di tutti i giorni….questo posto mi dà un'energia particolare.” Feci un sospiro e ripresi “Questo luogo mi aiuta a capire chi sono e perché sono qui.” “E riesci a darti una risposta?” “Intuisco che c'è qualcosa di più grande di noi.” “Sei credente?” “Non nel senso che intende la chiesa….mi domando spesso perché ci siamo , quale scopo abbiamo noi nello svolgersi della natura e nello scorrere delle stagioni….poi , soffermandomi a pensare , vedo noi uomini come le foglie di un albero che nascono , crescono , invecchiano e poi muoiono cadendo in terra.” “Sei pessimista , per come la vedo io.” mi disse Giulio. “Forse sì. Ma il mio pessimismo viene da quello che vedo tutti i giorni intorno a me. Se in fondo ci pensi l'uomo fino ad oggi ha fatto grandi cose e grandi opere , per poi distruggere subito dopo quello che di buono ha fatto. Pensa a tutte le guerre che nei secoli si sono susseguite. Per ottenere cosa , poi? Niente di niente. Distruggere il proprio simile per dire , io sono più forte di te.” Giulio mi stava guardando in silenzio ed io continuai “Noi tutti facciamo parte della natura come le piante e gli animali. Perché allora dobbiamo distruggere tutto ciò che ci circonda?” “Forse siamo alla ricerca di qualcosa , che non è ben chiaro.” disse lui. “Lo credo anch'io. Forse facciamo parte di un disegno , stabilito dalla natura.” “Tutto quello che ci ruota intorno ha un senso , anche un semplice incontro con una persona , come è avvenuto questa sera a noi due. La natura tutti i giorni ci insegna qualcosa ma abbiamo paura di vedere quello che ci vuole comunicare.” Stavo entrando in perfetta sintonia con quello che Giulio stava dicendo. Avevamo gli stessi pensieri. Rimase in silenzio come ad aspettare che parlassi io , così presi la parola “Forse non è paura quella che abbiamo….semplicemente è che non siamo in grado di vedere , non apriamo il nostro cuore e non permettiamo alla nostra anima di liberarsi e godere delle cose belle della vita. Siamo presi quotidianamente dalla frenesia. Magari rimaniamo estasiati nel vedere una bella macchina o ci sentiamo soddisfatti per aver acquistato il cellulare più bello che c'è e poi non ci soffermiamo davanti allo sguardo innocente di un bambino o allo splendore di un tramonto.” Volsi lo sguardo alla luna che quella sera sembrava più lucente del solito “Abbiamo paura di amare e di essere amati e così ci chiudiamo.” continuai. Giulio rimase in silenzio , sembrava che stesse meditando sui nostri discorsi. Notai che continuava a far ruotare l'anello intorno al suo dito. “A cosa stai pensando?” gli chiesi. “A tutto ciò che stai dicendo….hai perfettamente ragione , penso che l'amore sia un sentimento così forte e vero che non siamo ancora in grado di poterlo gestire. Ci mette timore. Delle volte lungo il cammino della nostra vita ci capitano degli incontri o delle situazioni che ci permettono di intravedere quello che potrebbe essere la nostra singola esistenza se solo aprissimo il nostro cuore agli altri. Io ritengo che ogni persona abbia un messaggio per gli altri. Ognuno di noi porta con sé qualcosa che può essere utile agli altri.” Giulio fece un respiro profondo e chiuse gli occhi per un attimo , come se volesse ricaricarsi di energia “Prendiamo l'incontro di questa sera tra noi due.” Mi guardò dritto negli occhi “Tu , probabilmente , devi lasciarmi un messaggio. Forse , neanche tu sai quale. Ma il parlare con te ed aprirsi come stiamo facendo mi lascerà senz'altro qualcosa. Così come io lascerò qualche messaggio per te.” Rimasi in silenzio a meditare sulle parole di Giulio “È vero….la nostra esistenza si basa sulle conoscenze continue che abbiamo. La nostra personalità si plasma col passare degli anni , anche in base ai nostri incontri.” “È così , però non confonderlo con i consigli che gli altri possono darti….i messaggi che voglio intendere io , arrivano dal cuore e dall'anima. Non ci rendiamo conto quali possano essere , ma ci sono. Purtroppo , però , non siamo sempre in grado di carpire da subito quali essi siano. A volte non li percepiamo mai. Delle volte ci rendiamo conto del messaggio che una persona ci ha trasmesso solo dopo molto tempo. Forse perché in quel momento non eravamo pronti a riceverlo.” “Però molte volte non siamo in grado di percepire nulla perché ci chiudiamo al prossimo e siamo troppo diffidenti.” dissi io. “Già….e finché l'uomo non sarà in grado di capire l'amore nella sua pienezza non potrà mai trasmettere e ricevere con piena consapevolezza i messaggi.” “In alcune forme siamo in grado di trasmettere sensazioni al prossimo. Pensa agli artisti….uno scultore , ad esempio , ha un pieno senso dell'amore verso ciò che fa , riversandolo in un'opera.” mi interruppi per un attimo immaginando una scena , poi ripesi e la descrissi a Giulio “Ora sto immaginando uno scultore , felice e sereno davanti ad un grande blocco di marmo informe mentre cammina intorno ad esso e lo sfiora , passando le mani su quella bianca e fredda materia inanimata. Ma lui , con un impercettibile sorriso sulle labbra vede l'opera finita. Quello è amore , sconfinato e puro amore verso quello che solo lui ed il suo cuore vedono.” “Ho capito quello che vuoi dire , lo scultore non sta vedendo un pezzo di marmo informe , ma la sua opera già finita. Ed il suo grande amore per quello che sta facendo lo rende così libero da tutti i legami terreni da trasmettere alla sua opera un messaggio che poi si diffonderà in modi diversi a tutti coloro che vedranno l'opera finita.” disse Giulio. “È quello a cui volevo arrivare.” risposi io. Il volto di Giulio era particolarmente sereno in quel momento e col sorriso sulle labbra disse “L'amore non è solo quello che si prova per un'altra persona. L'amore è un sentimento che va oltre ogni confine.” “Secondo me , sì. Pensa ad un poeta , come fa a scrivere poesie?” “Ha dentro di sé un amore sconfinato verso quelli che sono i suoi pensieri che costantemente invadono la sua mente come un fiume in piena quando rompe gli argini.” Alzai lo sguardo al cielo stellato e proseguii “Finché poi la sua mano li tradurrà in versi su un foglio di carta. La sua felicità e serenità è tale da non vedere soltanto un foglio bianco ma la sua opera già finita ancor prima di scrivere….e attraverso le sue poesie trasmetterà il suo messaggio a tutti coloro che le leggeranno. Quindi , ognuno di noi è in grado di trasmettere messaggi al prossimo se solo aprisse il cuore all'amore.” Mi fermai solo un istante per poi continuare “Dovremmo prendere insegnamento dalla natura. Tutti i giorni ci regala grandi sensazioni. Guarda ora , lassù , che spettacolo ci sta offrendo la luna. E lei cosa ci chiede in cambio? Niente di niente. Solo la gioia di essere ammirata.” Mi interruppi un attimo perché avevo la voce interrotta dalla commozione , inghiottii per poi riprendere “La terra è andata avanti per miliardi di anni senza di noi ed andrà avanti ancora. Ci sta solo dando una possibilità , quella di abitarla e di godere delle sue risorse e della sua bellezza. E noi uomini cosa facciamo per la natura? Niente…..conta solo il consumismo sfrenato mentre i potenti della terra pensano solo a finanziare le industrie delle armi da utilizzare contro i suoi simili per accaparrarsi i pozzi di petrolio che servirà solo a finire di distruggere la natura senza rendersi conto che in realtà stiamo distruggendo noi stessi.” Rimanemmo in silenzio per un po'. Stavo pensando cosa potesse significare per me quell'incontro. Iniziai a riflettere a cosa , negli ultimi tempi , mi aveva reso felice e sereno così il pensiero andò subito ad uno sguardo , lo sguardo di una donna conosciuta mesi addietro e con la quale , tra alti e bassi , stavo portando avanti un rapporto. Fu Giulio a riprendere la parola per primo “Mi stavo chiedendo….che senso avrebbe arrivare sul punto di morte e rendersi conto solo allora di aver tralasciato quello per cui vale la pena vivere? E cioè l'amore , l'amore inteso nel senso più ampio della parola. Pensa che vita squallida ed incolore sarebbe vivere senza godere di tutte quelle cose , anche le più piccole , che la vita ci offre. Io credo che il vero motore della vita siano le emozioni che ogni cosa e persona ci trasmettono , anche quelle negative e più siamo aperti e sensibili e più lo scorrere della vita ha un senso.” “È vero , però questo , delle volte , ti fa soffrire. Pensa a quando finisce l'amore tra due persone. Cosa ti rimane? Solo l'amaro in bocca e la voglia di chiuderti e non voler più conoscere altre donne o uomini. Quante volte hai sentito dire da una donna , tanto gli uomini sono tutti uguali oppure un uomo dire la stessa cosa di una donna?” Giulio stava di nuovo toccando l'anello “È quello che stai vivendo ora tu con la tua Irina , in fondo lei ha sofferto in passato per amore , come chiunque di noi ed ora ha timore ad aprire il suo cuore a te , ritenendo che tanto noi uomini siamo sempre gli stessi. L'ho pensato io in passato e probabilmente lo hai pensato anche tu in passato. Un amore può anche finire ma bisognerebbe capire e prendere le cose belle che quella persona ci ha trasmesso anche se poi la rabbia prende il sopravvento , fino a farti dire che non credi più nell'amore.” “Se noi tutti imparassimo ad amare di più quello che la natura tutti i giorni ci offre allora impareremmo di più ad aprirci anche con il prossimo senza avere timore di amare un uomo o una donna.” disse lui. Lo guardai negli occhi , occhi di una persona che stava soffrendo per amore e gli dissi “Se Irina ti ama , prima o poi te lo dimostrerà , mettendo da parte le paure che gli offuscano l'anima e tu non temere di soffrire per il suo amore non ricambiato perché delle volte incontriamo lungo il nostro cammino delle persone per le quali vale la pena di soffrire perché sono persone che hanno qualcosa da darci arricchendoci l'anima.” Il pensiero tornò di nuovo alla donna che stavo amando “Io , in questo periodo , ho incontrato una donna per la quale vale la pena soffrire perché ha delle cose dentro molto belle e trasmette delle emozioni forti senza che lei se ne accorga….io , quelle emozioni , le ho percepite e fatte mie e mai nessuno me le toglierà. Così come Irina ha fatto con te. Quello che ti posso dire è che bisognerebbe capire delle volte quali siano le persone per le quali vale la pena soffermarsi ed attendere. Tu , probabilmente , quella persona l'hai trovata in Irina.” Giulio aveva chiuso gli occhi e fece un sospiro , sembrava volesse dire qualcosa ma rimase in silenzio e riprese a toccare l'anello. Fui io a riprendere la parola “Ti posso chiedere una cosa?” “Certo.” “È da quando ti sei seduto qui che tocchi l'anello che hai al dito….è una fede?” Se lo tolse e me lo diede. Era un anello d'oro con incise due lettere , una I ed una G divise da una pietra rossa , probabilmente un rubino. “L'ho forgiato io con l'aiuto di un mio amico orafo. È un dono che ho fatto ad Irina.” “È bellissimo.” Lo stavo osservando sotto la luce della Luna che lo faceva risplendere ancor di più e mi rivolsi di nuovo a lui “Hai detto che lo hai regalato ad Irina?” “Sì.” “E perché lo hai tu e non lei?” Giulio abbassò lo sguardo e rispose “Non ho mai avuto il coraggio di darglielo. Ho sempre avuto paura che lo rifiutasse e che la facessi sentire ancor più in confusione di quanto non lo sia già.” “Perché non lo lasci decidere a lei , questo?” Lo fissai per un istante per poi tornare ad ammirare l'anello “Vedi quale è la sua reazione davanti a questo dono fatto con l'amore.” “E se non lo accettasse?” chiese lui. “Vuol dire che per lei non è ancora giunto il momento di aprire il suo cuore totalmente a te. Solo tu sai quali emozioni lei in questo periodo ti ha trasmesso e solo tu puoi sapere se lei potrà amarti. E non pentirti mai di quello che hai fatto e farai per una donna se dentro di te senti di amarla veramente , anche se questo può farti soffrire.” Gli ridiedi l'anello. Lo infilò di nuovo all'anulare sinistro ma non disse nulla. “Forse il messaggio di cui parlavi prima che io dovevo trasmetterti è proprio questo. Trovare il coraggio di andare da lei e darle l'anello , mostrando fino in fondo il grande amore che tu provi per lei.” dissi io. “Hai ragione….ora ho capito il motivo del nostro incontro.” Giulio si alzò mi guardò fisso negli occhi e disse ancora “Se non subito , spero che anche tu capirai quale è il messaggio che io avevo in serbo per te e che possa aiutarti a capire meglio.” “Sicuramente questo incontro con te mi lascerà qualcosa dentro e non scorderò mai questa notte , così strana e così magica.” Giulio mi sembrava molto più sereno , nei suoi occhi c'era una luce particolare che mi trasmetteva benessere e serenità. Posò la sua mano sulla mia spalla e mi disse “Grazie.” Lo vidi passare sotto l'arco dell'acquedotto e sparire nel buio dei campi , diretto verso quella che prima aveva indicato come la sua dimora. Mi sdraiai di nuovo sul masso a contemplare il cielo stellato. I miei pensieri erano un fiume in piena. Avrei voluto gridare al mondo intero quello che stavo provando in quel momento ed il mio pensiero andò alla donna della quale mi stavo innamorando in quel periodo della mia vita e cominciai a pensare a quante affinità c'erano con la storia che stava vivendo Giulio con la sua Irina. I pensieri divennero sempre più offuscati fino a quando gli occhi si chiusero. Non so quanto avevo dormito , dato che fui risvegliato dal calore del sole sul viso. Udii il vociare dei bambini che avevano riempito il parco , persone che facevano footing ed altre che andavano in bicicletta. Un gruppo di ragazzi avevano improvvisato due porte e stavano giocando a calcio in una radura a poche decine di metri da me. Non riuscivo a capire quante ore avessi dormito. Era la prima volta che capitava di addormentarmi all'aperto e dormire per così tante ore. Avevo di nuovo gli auricolari del lettore mp3 nelle orecchie ma non mi ricordavo di averle rimesse dopo che Giulio andò via. Mi alzai a sedere e presi a massaggiarmi la schiena indolenzita. Volsi poi lo sguardo davanti a me oltre l'arco dell'acquedotto e vidi la sagoma di una casa in lontananza , doveva essere quella dove viveva Giulio. Dopo un po' di titubanza decisi di andare lì. Passai attraverso un piccolo sterrato tra i cespugli e dopo pochi minuti arrivai davanti ad una casa abbandonata e semidistrutta. Era una vecchia casa di contadini , doveva avere almeno cento anni , se non di più. Mi girai intorno ma non vidi altre abitazioni , forse Giulio aveva indicato che abitava in una zona in quella direzione ma non proprio lì vicino. Rimasi per un po' con la testa tra le nuvole , quando venni distratto dal miagolio di un gatto. Abbassai lo sguardo verso il felino che era davanti la porta d'entrata di quella costruzione semidistrutta. Il gatto mi fissò per un istante , dopodiché fuggì. La mia attenzione fu attratta da un tavola di legno , proprio sotto la porta , con dei segni. Mi avvicinai per guardare meglio e notai che quei segni in realtà erano delle parole incise a caldo sul legno. Mi chinai e con la mano tolsi la terra che in parte copriva quella che sembrava essere una lunga frase scritta in un italiano antico. Alcune parole erano in latino ma comunque comprensibili e diceva: A.D. MDCCCVI L'amore è , secondo me , un sentimento che non conosce tempo e senza confini. Ringrazierò per sempre colui che in una calda e magica notte d'estate mi invitò a sedermi al suo fianco e che aprendo il suo cuore e la sua anima ad uno sconosciuto mi ha fatto vedere la vera essenza del più bel sentimento che la natura ci ha donato. Giulio ed Irina. Il sangue mi si gelò nelle vene , le gambe mi tremavano. Quella era sì la dimora di Giulio….ma duecento anni prima , 1806. Cosa era successo quella notte? Frastornato mi girai per tornare indietro , feci solo due passi quando colpii col piede qualcosa di metallico , guardai in terra e vidi un oggetto. Mi inginocchiai per raccoglierlo. Non so perché , ma già sapevo di cosa si trattasse. Spostai dei sassi ed eccolo lì , era l'anello di Giulio. Lo riconobbi subito , nonostante fosse molto sporco. Aveva i caratteristici segni di un oggetto molto antico. Tornando indietro mi fermai vicino ad una fontana. Bagnai un angolo della maglietta che indossavo e poi cominciai a strofinare delicatamente l'anello per ripulirlo della terra che con il tempo si era incrostata sulla superficie. Una volta pulito cominciai a ruotarlo tra le mie dita fino a quando vidi le due lettere incise , una I ed una G , con un pietra rossa tra di esse. Ritornai di nuovo a sedere su quel masso davanti all'acquedotto che era stato teatro di quell'incontro surreale. Iniziai a riflettere su quello che mi era accaduto quella notte e , senza rendermene conto , cominciai a pensare a voce alta “E così hai seguito il mio consiglio….hai regalato l'anello ad Irina e lei ha aperto il suo cuore a te.” ricordando che alla fine della frase incisa sulla tavoletta di legno c'era il nome di entrambi. Tenevo l'anello stretto in un pugno quando pensai di nuovo a voce alta “Forse ho capito il messaggio che tu dovevi lasciarmi….è lo stesso che io ho dato a te , Giulio.” Sceso da quel grande masso mi allontanai da quel magico luogo. Ora sapevo dove andare e cosa fare. Passò mezz'ora e mi ritrovai sotto casa della donna che amavo. Trascorsero solo alcuni minuti che per me sembravano essere eterni. Poi la vidi uscire dal cancello. Lei non mi aveva visto così le andai dietro. Quando la raggiunsi posai la mia mano sulla sua spalla. Lei si girò di scatto “Cosa ci fai qui a quest'ora?” mi disse sorpresa. La fissai negli occhi presi la sua mano e su di essa posai l'anello che Giulio donò ad Irina e le dissi “L'amore è , secondo me……”