Questa non è una poesia ma ho pensato di metterla ugualmente nella sezione dedicata alle poesie, in quanto voglio esternare la bellezza di un incontro che ho avuto in queste ultime settimane, un incontro che poche volte capita nella vita di un uomo di poter fare. Un incontro che per la sua bellezza posso senza problemi definire una poesia.
Come diceva il professore ne “I laureati”, di Pieraccioni, nella vita di un uomo i giorni veramente importanti da essere ricordati indelebilmente nella sua memoria sono sette o otto, il resto fa volume. Io spero che un giorno, molto ma molto lontano, possa guardare indietro nei meandri della memoria e contarne molti di più di quei sette o otto. Sicuramente tra quei giorni potrò annoverarne uno, il giorno in cui ho potuto conoscere più da vicino una persona che mi ha lasciato una sensazione di positività ed emozioni. Una persona che ho conosciuto per pochissimo tempo ma che da tanto tempo osservavo. Non ne conosco il motivo, ma è una persona che ha un qualcosa che magari altri non percepiscono, a parte la sua bellezza esteriore, ma a me dice tante cose. Una persona che con il suo modo di fare, nei gesti, nel sorriso e nello sguardo mi trasmette qualcosa di trascendentale,
Una persona che m'ispira al solo pensarci mentre, solo davanti al mio computer con un filo di musica, sto scrivendo una mia opera. Ogni grande poeta e scrittore del passato ha avuto una musa ispiratrice e quindi forse ho capito che quella persona con la sua sensibilità e sicuramente con le sue debolezze (chi non ne ha?) è una mia musa ispiratrice.
Quell'unica volta che ho avuto modo di parlare con lei per alcune ore, ho provato un senso di libertà e di piacere, certo, avevo anche un forte desiderio di abbracciarla vedendola lì mentre sentiva freddo, avevo il desiderio di baciarla e fare l'amore con lei per interminabili ore.
Poi ho pensato che il tutto era solo nella mia mente.
Delle volte mi isolo nel mio mondo, un mondo fatto da me dove tutto è come io vorrei e da cui attingo le sensazioni riportandole nella realtà di tutti i giorni, come un pittore attinge col pennello sulla tavolozza dei colori per creare la sua opera. Quello è un mondo dove ci sono pochi abitanti ma quei pochi sono coloro che mi hanno dato e trasmesso emozioni durante il mio percorso che mi ha portato ad essere quello che sono. Magari sono persone che ho conosciuto per poco tempo ed ora non vedo più, ma quel poco è bastato a trasmettermi qualcosa di indelebile. Ora, in quel mondo, c'è un nuovo abitante, tu.
Potrei essere definito un pazzo o che sto esagerando, ma non lo credo perché allora pazzi dovrebbero essere i bambini che con la loro innocenza si esprimono senza pregiudizi, sanno essere diretti e veri e non condizionati da stereotipi. Se devo essere definito pazzo perché mi esprimo liberamente come i bambini, allora sì, sono pazzo.